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Tragicomica lotta femminile alla cellulite (parte 1)

Avevo 16-17 anni e un fisico che definire asciutto e ben fatto è troppo poco: 173 cm di altezza per 50 chili di peso scarsi. All’epoca non mi piacevo: mi sentivo il brutto anatroccolo (per di più senza speranza di lieto fine!) e mai e poi mai avrei pensato di poter rimpiangere quei giorni, quel fisico!

Avevo una “futura suocera” (declassata nel volger di quattro anni al ruolo di “ex futura suocera”!) giovanissima e patita di fitness, che trascorreva (e suppongo trascorra ancora!) tutti i pomeriggi in palestra.
Alla mia ingenua domanda (in seguito a sue dissertazioni inerenti la cellulite che lei andava a combattere in palestra): “Ma io ho la cellulite?” (tempi di gloria: neanche sapevo cosa fosse… NON ne avevo assolutissimamente!!!), ci fu un coro generale dei presenti: “Si, al cervello”.

Crescendo e conducendo una vita totalmente sedentaria (maledettissima università!!!), man mano che assumevo pillole anticoncezionali a causa del mio odiatissimo ovaio micropolicistico, mettevo su qualche chiletto, che a dire il vero non mi stava neanche male, ma contemporaneamente, arghhhhhhhhh!!!!, affiorava pure lei, la odiatissima nemica che mi sarei portata dietro fino ad oggi: la cellulite!!!

Inutile darne una descrizione medica (infiammazione dei tessuti cellulari sottocutanei che si manifesta con gonfiori ed infiammazioni ai linfonodi, accompagnata da ritenzione idrica e cattiva circolazione del sangue e dovuta all’accumulo di grasso): la cellulite è soltanto un nemico da combattere, che si manifesta con la classica pelle a buccia d’arancia su cosce e glutei (e a qualcuna non soltanto lì, poverina lei!!!), per la stragrande maggioranza della popolazione femminile.

Benché vi siano molti prodotti in commercio che promettono di eliminarla, posso, per esperienza, sostenere che, nei casi (come il mio) in cui c’è una forte predisposizione genetica, in cui non si sta attenti più di tanto all’alimentazione e in cui l’attività fisica è pressoché assente o molto incostante, questi prodotti servono soltanto per buttar via i propri soldi nella speranza di comprare un’illusione.

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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